Obiettivi e sfide

Così Simona Loizzo, presidente dell’Intergruppo parlamentare Sanità digitale e terapie digitali, spiega le finalità degli Stati Generali. «L’obiettivo è fare il punto sullo stato dell’arte della digitalizzazione in sanità, legata allo sviluppo dei progetti della Missione 6 Salute. Per quanto riguarda le terapie digitali presenteremo la legge che sta per arrivare in aula e che colma il vuoto normativo esistente: in Italia non sono ancora regolamentate come in altri Paesi, per esempio Francia o Germania, dove alcune terapie digitali sono già rimborsabili e riconosciute».

Un appuntamento che vedrà confluire a Cosenza, esponenti delle istituzioni e del Sistema sanitario nazionale, oltre che della comunità scientifica. Proprio Loizzo ha voluto che la seconda tappa degli Stati Generali fosse ospitata all’Università della Calabria. «L’Unical è il più grande campus universitario del Mezzogiorno, con circa 30mila studenti, e ha competenze importanti nell’intelligenza artificiale. Il nuovo rettore, Luigi Greco, è anche a capo dell’intelligenza artificiale presso la Presidenza del Consiglio. Per noi è una sfida, ma giocata in casa».

Digitalizzare serve a ridurre le diseguaglianze

I lavori si articoleranno su tre aree tematiche: ruolo dei dati e dell’IA in sanità e nella ricerca clinica; terapie digitali, nuovi modelli organizzativi e competenze; patient journey digitale. L’ambizione è quella di tradurre l’innovazione in valore pubblico e, questo stesso valore pubblico, in diritto concreto alla salute per tutti i cittadini e le cittadine.

«Il digitale sta prendendo forma, ma non in modo omogeneo nei vari sistemi sanitari regionali. Abbiamo ancora qualche ritardo, soprattutto nell’allineamento delle regioni con la piattaforma di teleassistenza del Ministero. Bisogna lavorare per creare omogeneità ed equità nei processi di digitalizzazione e nella sanità tra le diverse regioni d’Italia» ha detto Loizzo.

E ha aggiunto: «il digitale attenua e riduce le disuguaglianze. Lo dico sempre: “il digitale è socialista”. La digitalizzazione permette di colmare le differenze tra cittadini che vivono in zone poco raggiungibili come piccoli borghi, isole minori, aree interne. Grazie alla sanità digitale, alcuni servizi sanitari arrivano anche ai pazienti cronici che vivono in territori dove l’assistenza non arriverebbe».

Telemedicina per garantire assistenza territoriale

Assistere da remoto significa pensare a un ospedale virtuale, come ci spiega l’onorevole Loizzo.

«L’ospedale virtuale è la gestione da remoto di un gruppo di pazienti, con l’obiettivo di valutare la congruità delle tariffe di teleassistenza. Agenas ha già definito le tariffe per teleassistenza e televisita, ma serve verificare che siano congrue ed efficaci. Stiamo quindi studiando un sistema applicativo per valutarne l’efficacia, per esempio nelle malattie cardiovascolari e nelle patologie croniche come il diabete. Una novità è che vogliamo estendere il progetto anche alla valutazione dei disturbi neuropsichiatrici della prima infanzia. Per diagnosticare un disturbo, è necessario osservare il bambino nel suo ambiente naturale: attraverso telecamere è possibile studiarne i comportamenti da remoto e arrivare a una diagnosi precoce».

Presentazione del terzo DTx Monitoring Report

Dopo l’appuntamento a Cosenza, Loizzo parteciperà a Roma, il 19 novembre, alla presentazione del terzo DTx Monitoring Report: l’osservatorio sulle terapie digitali promosso da Indicon. Le Digital Therapeutics (DTx) e i Patient-managed Digital Medical Devices (pDMDs) rappresentano oggi uno dei settori più innovativi dell’assistenza sanitaria, con un impatto crescente sulla qualità delle cure, sull’aderenza terapeutica e sulla sostenibilità del sistema. La presentazione del report sarà un’occasione per confrontarsi sullo stato dell’arte della salute digitale in Italia ed Europa, anche alla luce dell’applicazione dell’intelligenza artificiale in ambito clinico, con particolare riferimento ai dispositivi medici, e al dialogo emergente tra i nuovi regolamenti europei (AI Act e MDR). Con la consapevolezza che, dopo anni di sperimentazione in contesti internazionali, anche in Italia si rende sempre più necessario un dibattito sistemico sull’integrazione delle DTx nella pratica clinica, del loro accesso regolato attraverso prescrizione e rimborso, e della valorizzazione dell’ecosistema nazionale di innovazione.


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